Normativa Leggi Decreti del presidente della repubblica, del Ministro ... - Delibere, Regolamenti, Ordinanze, Circolari

Normativa Nazionale   Normativa  Leggi









D.M. 18/09/2001 n. 468

- Principali caratteristiche ambientali. L'area si affaccia sul settore meridionale del mare Adriatico con un notevole sviluppo costiero (circa 30 km).

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 100 miliardi.

- Piano di caratterizzazione. Il Ministero dell'ambiente ha predisposto e consegnato ai soggetti titolari un documento di linee guida per la caratterizzazione dei suoli e delle acque nonchè per la caratterizzazione delle aree marine.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. L'Enichem ha assunto un impegno finanziario di circa ventiquattro miliardi di lire per la messa in sicurezza, mediante impermeabilizzazione, di due aree individuate al bordo meridionale del polo petrolchimico, fortemente inquinate e destinate a discariche abusive; tali interventi sono inseriti nel piano di risanamento dell'area a rischio ambientale del territorio di Brindisi. Taranto Comune - Località. Taranto, Statte.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di aree industriali, di specchi marini (Mar Piccolo) e salmastri (Salina grande) Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto dei Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: un polo industriale di rilevanti dimensioni, con grandi insediamenti produttivi, e differenti tipologie di aree, quali: industria siderurgica (ILVA), raffineria (AGIP), industria cementiera (CEMENTIR); lo specchio di mare antistante l'area industriale comprensiva dell'area portuale (Mar Grande); alcune discariche; lo specchio marino rappresentato dal Mar Piccolo; la Salina Grande; cave dismesse. Il comparto siderurgico (ILVA) è il più grande polo nazionale. Nell'area sono inoltre presenti industrie manufatturiere di dimensioni medio- piccole. Il porto di Taranto, che movimenta da 30 a 40 milioni di tonnellate di merci, ed i cantieri militari e civili presenti nell'area, costituisce un'attività industriale primaria a rilevante impatto ambientale. La superficie interessata dagli interventi di bonifica e ripristino ambientale è pari a circa 22,0 km2 (aree private), 10,0 km2 (aree pubbliche), 22,0 km2 (Mar Piccolo), 51,1 km2 (Mar Grande), 9,8 km2 (Salina Grande). Lo sviluppo costiero è di circa 17 km. Il territorio perimetrato è compreso nell'area dichiarata "Area ad elevato rischio di crisi ambientale" nel novembre 1990. La dichiarazione è stata reiterata nel luglio 1997. Con Decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1998 è stato approvato il "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Taranto". Le interferenze con l'ambiente prodotte dalle attività industriali sono di cospicua entità ed interessano tutti i comparti ambientali; le principali fonti di inquinamento sono rappresentate dalle industrie siderurgiche, petrolifere e cementiere.

- Principali caratteristiche ambientali. Il sito interessato si estende su una vasta area pianeggiante, prospiciente il golfo di Taranto. Gli insediamenti industriali presenti influenzano pesantemente il quadro socioeconomico, ambientale e paesaggistico. L'elevata antropizzazione rappresenta inoltre un ulteriore aspetto di pericolo per gli ecosistemi. L'area perimetrata racchiude aree che possiedono elevato interesse ai fini della conservazione del patrimonio naturale. I biotopi presenti comprendono zone umide, tratti di corsi d'acqua e di costa sia di natura sabbiosa che rocciosa; di particolare interesse sono le aree del mar Piccolo e le saline. Per quanto attiene lo stato dei suoli, pur mancando un quadro organico di informazioni, sono state già evidenziate zone interessate da cave che presentano fenomeni di degrado e dissesto localizzato e necessitano di interventi di bonifica. Sono inoltre presenti siti di discarica di rifiuti urbani non adeguatamente conterminati e numerosi siti di smaltimento abusivo di rifiuti di varia provenienza.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 100 miliardi.

- Piano di caratterizzazione. Il Ministero dell'ambiente ha predisposto e consegnato ai soggetti titolari un documento di linee guida per la caratterizzazione dei suoli e delle acque nonchè per la caratterizzazione delle aree marine.

- Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. Da elaborare. Cengio e Saliceto Comune - Località. Cengio (SV), Saliceto (AL) .

- Tipologia dell`intervento. Bonifica e ripristino ambientale di area industriale in parte dismessa, di una discarica di rifiuti industriali e del fiume Bormida. Il sito è sottoposto a ordinanza commissariale con nomina di un commissario delegato.

- Perimetrazione. Il Decreto di perimetrazione e stato firmato dal Ministro dell'ambiente in data 20 ottobre 1999 ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1999. L'area perimetrata comprende un vasto territorio che si estende tra le regioni Liguria e Piemonte, lungo la direttrice rappresentata dal fiume Bormida e parte dei territori delle province di Savona, Alessandria, Cuneo ed Asti. In particolare sono interessati i comuni di Cengio (SV) e Saliceto (CN). In tale perimetraziorie l'area è stata suddivisa in tre zone:

- Zona A - Area di elevato rischio: da sud a nord ricomprende le aree occupate dall'insediamento industriale, la discarica di Pian Rocchetta e l'alveo del fiume Bormida ramo di Millesimo dal punto immediatamente a monte della presa di acqua dello stabilimento ACNA di Cengio, fino al punto di restringimento morfologico della valle sul fiume stesso a monte dell'abitato di Saliceto. Lungo questa direttrice ricomprende alla destra orografica del fiume Bormida ramo di Millesimo il territorio fino alla strada statale n. 339 e alla sinistra orografica l'area interessata da tutti i depositi alluvionali, secondo quanto riportato nella carta geologica d'Italia, a scala 1:100.000. La superficie delle aree private perimetrate (stabilimento e discarica di Pian Rocchetta) è di circa 122 ettari.

- Zona B - Area di medio rischio: ricomprende l'alveo del Fiume Bormida ramo di Millesimo dal punto immediatamente successivo a quello dove termina la zona A, fino al limite amministrativo tra i comuni di Monesiglio e Prunetto. Per alveo del fiume si intende lo spazio compreso fra la linea di massima piena del fiume sulle sponde destra e sinistra del fiume stesso, nonchè le aree esondabili demaniali.

- Zona C - Area di possibile rischio: ricomprende l'alveo come definito nella zona B del fiume Bormida ramo di Millesimo dal punto immediatamente successivo a quello dove termina la zona B, fino alla confluenza con il ramo di Spigno. 30.000 t/a di intermedi organici, in particolare derivati dalla naftalina (naftalenici) e dal benzene (benzenici) utilizzando processi di solforazione, fusione alcalina, nitrazione, amminazione, condensazione. I prodotti più importanti sono: betaftanolo, acido bon, tobias, isogamma, alfamminoantrachione ptalocianina metamminofenolo, ammine. Questi prodotti intermedi, vengono utilizzati per la produzione di prodotti finiti quali: coloranti, pigmenti, prodotti per l'agricoltura, farmaceutici, intermedi per gomma. L'acido isogamma e tobias, sono le principali materie prime per la produzione dei coloranti reattivi; il betaftanolo l'acido bon e l'acido tobias, sono gli intermedi essenziali per la produzione di pigmenti rossi per vernici e per la colorazione della plastica; il betaftanolo viene anche impiegato nella industria farmaceutica per la produzione di antinfiammatori ed antipiretici di larghissimo consumo; la ptalocianina trova applicazione nella produzione di inchiostri.

- Principali caratteristiche ambientali. Dal punto di vista geologico il sito ACNA è interessato dalle seguenti formazioni geologiche: terreni di riporto, costituiti sia da materiale inerte che da residui di natura industriale su tutta la superficie, ad esclusione di alcune zone all'esterno del muro di cinta; depositi alluvionali, costituiti da sabbie con ghiaia e ciottoli, limi sabbiosi, sabbie sciolte, ghiaie in matrice sabbioso limosa; substrato marnoso/arenaceo, con al tetto consistenza liroide o in scaglia, che costituisce la base impermeabile ai terreni/depositi soprastanti. Idrogeologicamente la circolazione idrica sotterranea avviene attraverso i materiali di riporto ed i depositi alluvionali del fiume Bormida: l'acquifero non confinato presenta modesto spessore con valori che variano da 0 a 7 metri e la soggiacenza della falda superficiale (alimentata principalmente dall'infiltrazione delle acque meteoriche nell'area dello stabilimento, dalle acque di ruscellamento superficiale dei rilievi circostanti e dalle acque del Bormida che penetrano dalla zona orientale; lato Ponte Donegani), è intorno ai 5 m dal p.c. è funzione della morfologia di superficie. Il deflusso della falda freatica, influenzato dall'assetto geologico-strutturale e dagli interventi antropici come per esempio le opere di contenimento del percolato, è in generale centrifugo rispetto allo stabilimento.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Sulla base dell'accordo di programma e delle risorse già destinate al commissario delegato per l'emergenza ACNA è stato stimato un fabbisogno di larga massima pari a 370 miliardi. In particolare per il sito di Pian Rocchetta è stato previsto un costo complessivo di bonifica pari a 7 miliardi e per l'asta fluviale del Bormida le regioni hanno individuato un fabbisogno di 10 miliardi.

- Piani di caratterizzazione. Sono stati elaborati piani di caratterizzazione, relativamente al suolo, alle acque sotterranee e superficiali. Tali elaborati, oggetto di istruttoria da parte del Ministero ambiente, hanno permesso di evidenziare la carenza di dati necessari soprattutto per la stima dei volumi di terreno contaminato e dei rifiuti presenti, in modo particolare nelle aree denominate impianti, servizi ed aree interne (bacini): a tale proposito è stata evidenziata, la necessità di effettuare sondaggi geognostici su di una maglia 25<$>\times <$>25 metri. Necessita inoltre l'adozione di un criterio univoco per il prelievo del materiale e per la formazione del campione da sottoporre ad analisi chimica, vista la difficoltà ad oggi riscontrata, nel confrontare i valori degli analiti ricercati nei campioni prelevati con metodi differenti, e dei quali è quindi impossibile effettuare il confronto.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. A partire dal 1984, sono state realizzate delle opere di contenimento, al fine di impedire la filtrazione delle acque di falda dall'area dello stabilimento verso l'esterno. Tali opere di contenimento, costituite da una alternanza di opere in muratura, calcestruzzo, diaframmi plastici, jet-groutings e trincee drenanti, dovranno essere sostituite con uno sbarramento continuo costituito da un diaframma plastico cemento-bentonite, che si intesti sul substrato marmoso impermeabile, con interposto telo in HDPE. Contemporaneamente, al fine di evitare possibilità di intrusione delle acque del fiume Bormida all'interno dello stabilimento in caso di esondazione sarà necessario l'innalzamento/rafforzamento del muro di cinta o la sostituzione dello stesso qualora risulti inidoneo e la protezione spondale da erosione fluviale realizzata con massi di cava. In data 7 marzo 2000 sono stati approvati i progetti preliminari relativi alla realizzazione del diaframma plastico e della trincea drenante. Alcune attività sono già iniziate. Briglie. Per quanto riguarda la realizzazione delle briglie appare modesto il contributo che forniscono in termini di incremento del livello di falda di subalveo, bisogna quindi valutare attentamente la necessità dell'intervento anche in termini di rapporto costo/beneficio e le conseguenze sull'equilibrio fisico ed ecologico dell'alveo.

- Bacini. In questo settore l'unico controllo di salvaguardia ambientale è il controllo indiretto, costituito dal monitoraggio del percolato in ingresso al trattamento biologico. Delle impermeabilizzazioni presenti è assolutamente ignota la loro efficacia. È in discussione la completa rimozione dei bacini stessi e l'invio a idoneo smaltimento.

 

Pagina 9/20 - pagine: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20]

 



Normativa Italiana | Privacy, Disclaimer, © | Contact

2008-2011© Valid CSS! Valid HTML 4.01 Transitional